Suffragette – L’orgoglio femminile

Per cinquant’anni abbiamo protestato pacificamente per garantire il voto alle donne. Siamo state derise, maltrattate e ignorate. Ora ci siamo rese conto che quei gesti e il sacrificio sono all’ordine del giorno. Stiamo lottando perché un giorno ogni piccola donna venuta al mondo avrà le stesse opportunità del fratello. Mai sottovalutare il potere che noi donne abbiamo per decidere il nostro destino. Noi non vogliamo  infrangere la legge. Noi vogliamo FARE la legge! Siete delle milanti, ognuna di voi a suo modo. Quelle che possono rompere le finestre, le rompano. Quelle che possono attaccare le proprietà private, lo facciano!  Non ci resta nessuna alternativa, se non sfidare il governo! Se dobbiamo andare in prigione per ottenere il voto, lasciate che siano le finestre del governo, non i corpi delle donne, a venire rotte! Io incito questa folla e tutte le donne della Gran Bretagna alla ribellione! Preferisco essere una ribelle che una schiava!

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Anno: 2015

Genere: Drammatico, storico

Cast: Carey Mulligan, Meryl Streep, Ben Whishaw, Helena Bonham Carter, Brendan Gleeson

Regia: Sarah Gavron

Durata:106 min

 

 

 

1912. Mentre Maud Watts, una giovane lavandaia, passeggia per le vie di Londra, viene destata dalla sua tranquillità quotidiana dall’infrangersi dei vetri di un negozio di alta moda: delle donne stanno scagliando delle pietre contro la vetrina gridando “Voto alle donne!”. Sono le Suffragette, donne militanti che si battono per i loro diritti e che vogliono il suffragio universale. È quello il momento epifanico della vita di Maud, che inizia a interessarsi alla “causa”, spinta dal pensiero che la sua vita possa essere vissuta in maniera diversa, senza dover essere abusata e maltrattata dal suo capo, nella speranza di poter essere di più che la “moglie” di qualcuno, e di non dover vivere alle dipendenze degli uomini: da giovane accasata e madre di famiglia, diverrà una delle attiviste e strenue sostenitrici di Emmeline Pankhurst ( fondatrice della Women’s Social and Political Union e ricercata dalle forze di polizia di tutta Londra), e verrà arrestata più e più volte, cosa che le costerà il ripudio dal marito e la perdita dell’affidamento del prioprio amato figlio.

 

 

 

 

La Focus Features annuncia la volontà di realizzare un film sul movimento femminista di inizio secolo già nel 2011, ma la produzione si avvia solo nel 2013, nominando  regista Sarah Gavron e come sceneggiatrice nientemeno che  Abi Morgan, celebri per aver già portato allo schermo pellicole di questo stampo, come The Iron Lady e Brick Lane. Il film è ispirato e rimane piuttosto fedele ai fatti realmente accaduti nella Londra del 1912 che hanno visto protagonista il movimento suffragista capitanato da Emmeline Pankhrust, interpretata dalla favolosa Maryl Streep (Il diavolo veste Prada, Mamma Mia!) che sfoggia sorprendentemente un perfetto accento inglese, ma rende omaggio anche all’attivista Edith New, incarnata dalla bellissima e sempre-impeccabile Helena Bonahm Carter (Fight Club, Harry Potter). È invece Carey Mulligan, apparsa già recentemente ne’ Il grande Gatsby, a vestire i panni della protagonista, ed è proprio il suo viso fortemente espressivo e la sua interpretazione a risultare tremendamente convolgente. L’opera cinematografica ha riscosso critiche molto positive dalla stampa, tuttavia non è riuscita a piazzarsi tra i possibili candidati agli Oscar, colpevoli un po’ i validissimi film dello scorso 2015 contro i quali non c’è proprio alcuna concorrenza. Durante la premiere, tenutasi a novembre a Londra, però, le “nuove suffragette”, le Sisters Uncut, hanno oltrepassato le barriere di sicurezza, per poi stendersi sul red carpet in segno di protesta, con tanto di slogan “la battaglia non è ancora finita”. Il gruppo femminista, che si batte contro la violenza domestica, ha ottenuto la solidarietà dei membri del cast: “Sono felice che il film abbia fatto qualcosa”- ha dichiarato Helena Bonham Carter. La pellicola è stata già distribuita in Italia e uscirà nelle sale a marzo in occasione della festa della donna.

Title/Inv/Barcode.: Science Museum Photo Studio Date: 08/06/05 Colour Profile: Adobe RGB (1998) Gamma Setting: 2.2 Please note: This image is not currently fully processed.tumblr_m7tw6znvbp1ry8l99o1_1280

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proud to be woman!

Molto spesso diamo per scontato quello di cui disponiamo, senza darci peso o importanza, e senza chiederci del perché lo abbiamo. Cose banali, come ad esempio il fatto che io, donna, possa indossare i pantaloni,  possa andare in giro senza dovermi coprire il capo, possa lavorare, possa parlare in pubblico e possa disporre liberamente della mia vita, senza dover essere necessariamente una “moglie” o una “madre” alle dipendenze di un uomo. Tutte queste azioni per me sono banali e fanno parte della mia quotidianità. Tuttavia, c’è stato un tempo (e in alcune parti del mondo sfortunatamente è ancora così) in cui noi donne non potevamo fare queste cose: qualcuno, a cui devo infinitamente rendere grazie, si è battuto perché io potessi farle.  Ebbene, questo film è chiaramente un tributo a tutte quelle donne che hanno lottato e che si sono opposte alla legge dell’epoca perché noi tutte potessimo avere il diritto di voto oggi.

Solitamente quando parliamo di proteste del movimento suffragista pensiamo  a delle manifestazioni pacifiche, con donne “alla Mary Poppins” con in mano degli slogan e che cantano come capi-ultrà cori contro il governo. Questa pellicola mostra la vera storia, dura e cruda, della lotta femminile che la stampa si guardò bene dal raccontare: no, le donne non reggevano solamente dei cartelloni, le donne sfidavano le autorità, venivano arrestate e pestate dai poliziotti, facevano lo sciopero della fame per giorni per poi venire alimentate con la forza, e morivano per la loro causa.

Come fanno capire i titoli di coda, quest’opera  vuole affermare quale sia stato il punto di inizio della lotta per l’emancipazione femminile, ma anche che il cammino verso l’eguaglianza nel mondo è ancora ben lungi dall’essere terminato, e non parlo solo della condizione della donna nei paesi dell’Africa e del Medio Oriente, ma anche della nostra condizione sociale odierna nei “tanto progrediti” paesi Occidentali.

Insomma, questo film mi è piaciuto molto, sia perché affronta tematiche molto sentite, personalmente parlando, e mi sento di consigliarlo a chiunque, uomini e donne, per aver un po’ più di coscienza di quello che è ed è stato il “sesso debole”, che di debole non ha proprio niente.

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