Personalizzazione del terminale

Vediamo di mettere in pratica alcune delle cose che abbiamo imparato finora. Sappiamo che tutto ciò che si trova all’interno del sistema operativo linux può essere modificato a nostro piacimento, perciò proviamo a personalizzare lo strumento che utilizziamo: il terminale.

Ovviamente è un’operazione che possiamo svolgere anche utilizzando l’interfaccia grafica nel seguente modo.

12 - img

Andando su Edit -> Profile Preferences possiamo modificare molti degli aspetti relativi al terminale…ma questo non ci basta. Vogliamo andare più a fondo e trovare dove si trovano le configurazioni rispetto a ciascun utente (parleremo più avanti di utenti e del root, ci basti sapere per ora che le impostazioni dei terminali di vari utenti possono essere differenti).

Il file che stiamo cercando si trova in /home/nomeutente, ma non è subito visibile. Per trovarlo basterà eseguire un ls -a

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Tra i file che vediamo nella lista, troviamo vari .bash_qualcosa e un .bashrc. Quest’ultimo è quello che stavamo cercando. Introduciamo ora un paio di comandi nuovi che possono rivelarsi particolarmente utili mentre si sta cercando documenti o file di testo: i comandi di visualizzazione.

more

Il comando more riporta sul terminale il contenuto del file di testo. Se il testo è troppo lungo, ci mostrerà che percentuale dello stesso stiamo guardando. Per mostrare più contenuto utlizziamo il tasto “invio” e per uscire dalla visualizzazione ci basta premere “q”.

view

Ha la stessa funzione del more, ma permette di orientarsi all’interno del file da visualizzare con le frecce, quindi notevolmente più comodo. View è un comando che utilizza l’editor di testo VIM visto la volta scorsa.

Provate ad usarli entrambi per vedere le differenze sul file .bashrc.

12 - img2

A questo punto possiamo modificare il file con uno degli editor di testo visti la volta scorsa. Dopo diverse linee ci imbatteremo nella seguente porzione di testo:

# uncomment for a colored prompt, if the terminal has the capability; turned
# off by default to not distract the user: the focus in a terminal window
# should be on the output of commands, not on the prompt
# force_color_prompt=yes

Come nella maggior parte dei file presenti all’interno di un sistema linux, vi sono vari commenti che servono a spiegare, talvolta in modo ironico a cosa serve una derminata funzione/comando. Partendo dal presupposto che non siamo qui per disegnare arcobaleni su terminale, ringraziamo per il consiglio e togliamo l’ultimo # presente.

Più avanti troviamo:

if [ “$color_prompt” = yes ]; then
PS1=’${debian_chroot:+($debian_chroot)}\[\033[01;32m\]\u@\h\[\033[00m\]:\[\033[01;34m\]\w\[\033[00m\]\$ ‘
else
PS1=’${debian_chroot:+($debian_chroot)}\u@\h:\w\$ ‘
fi

Un po’ per intuizione e un po’ perché avrete letto qualche guida di C, vi renderete conto che nel caso in cui avrete tolto la # del color_prompt avverà la prima condizione, in caso contrario la seconda.

Riporto sotto una tabella dei colori che possono  essere utilizzati all’interno del bash, con cui è possibile modificare il PS1 (prompt shell). Vi basterà sostituire il numero del colore che vi serve al posto di uno nella stringa soprastante, salvare ed aprire un nuovo terminale.

bash_colors

Il compito svolto oggi è abbastanza banale, ma utile per alcuni per i quali scrivere comandi nero su bianco o viceversa manda in palla gli occhi dopo dieci minuti.

La prossima volta ci occuperemo di come è strutturato il filesystem di linux. Alla prossima!

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