03 Variabili

Da questa guida in poi vi illustrero i mattoncini che stanno alla base di ogni programma, nozioni che dovete conoscere per realizzare qualsiasi tipo di applicazione, dalla più semplice alla più complessa.

Partiamo dalle variabili: cosa sono?
Una variabile è un dato che viene salvato nella porzione di memoria dedicata al nostro programma. In Java (come in altri linguaggi) esistono diversi tipi di variabili che le rendono uniche.

Facciamo subito un esempio:

int numero;

int” rappresenta il tipo della variabile, mentre”numero” è un’ etichetta, ovvero il nome della nostra variabile che dovremo usare nel resto del programma. Il nome della variabile lo scegliamo noi e può contenere caratteri alfanumerici (deve però iniziare con una lettera). Può contenere altri simboli ma, eccezione fatta per il simbolo “_”, personalmente credo sia inutile usare caratteri strani. È meglio che scegliamo un nome semplice, che vi ricordi a cosa si riferisce il dato che conserva al suo interno. Infine non potete usare come nome di una variabile il nome che si riferisce ad un comando già esistente in Java (come ad esempio “System”). Se lo fate NetBeans non ve lo segnerà come errore, ma se nella riga successiva provate ad usare il comando omonimo (“System” nell’esempio sopra) allora non verrà riconosciuto il comando, ma potrete usare solo la variabile.
Dopo questi chiarimenti sul nome da dare alle variabili scrivo una veloce carrellata dei principali tipi di variabili presenti in Java e del loro significato (distinguendo tra minuscole e maiuscole):

  • int: in una variabile di questo tipo puoi salvare qualsiasi numero intero, negativo o positivo, in un range compreso tra -231 e 231-1.
  • long: anche in questa variabile puoi salvare numeri in interi, positivi o negativi, ma un range più ampio compreso tra -263 e 263-1.
  • float: puoi salvare una variabile in virgola mobile su 32 bit secondo lo standard IEEE. Vi lasciò il link se siete curiosi di saperne di più, altrimenti vi basti sapere che è un range veramente molto ampio che difficilmente supererete (a meno di errori).
  • double: puoi salvare una variabile in virgola mobile su 64 bit (range doppio in termini di bit rispetto alla precedente) sempre secondo lo standard IEE.
  • boolean: è una variabile di tipo booleano che può assumere soltanto due valori, “true” o “false”.
  • char: può contenere uno ed uno solo carattere tra singoli apici. Il carattere può ssere un qualsiasi valore alfanumerio o anche alcuni caratteri speciali (es: char c=’a’; è corrretto / char c=’df’; errore).
  • String: può contenere una qualsiasi stringa alfanumerica, con anche alcuni caratteri speciali, tra le doppie virgolette (es: String frase=”proviamo123″;)

Non abbiamo ancora finito, mi restano altre due cose da dire.

Dichiarazione e Inizializzazione
Quando dichiaro una variabile il programma alloca una porzione di memoria, inizialmente senza un valore predefinito.
Successivamente con l’inizializzazione il programma salva sulla porzione di memoria già allocata il valore che noi assegniamo alla variabile.
Vediamo un rapido esempio:

  • int n; –> la variabile n è stata dichiarata
  • n=5; –>la variabile n è stata inizializzata assegnadole il valore 5
  • int n=5;–> la variabile n è stata dichiarata e inizializzata in una sola riga di codice
  • int a, n=2, m=5; –> posso inizializare e/o dichiarare più variabili dello stesso tipo in un’unica istruzione

Variabile di Classe e variabile Locale
Una variabile è locale se la dichiarate all’interno di un metodo ,ad esempio all’interno del main (vedremo più approfonditamente i metodi in un altro articolo). Potrete usare questa variabile solo all’interno delle parentesi graffe che delimitano la funzione “main”.
Invece la variabile sarà di classe se la dichiarate al di fuori di ogni metodo (come in figura), e potrete usarla in qualsiasi punto della classe in cui è contenuta. Nel dichiararla dovrete aggiungere l’attributo “static” prima del tipo.

4.1

Ci sarebbero altre cose da aggiungere sulle variabili, ma direi che per il momento questo è abbastanza: è inutile mettere troppa carne al fuoco.

Non perdetevi la prossima guida di settimana prossima in cui parleremo dei costrutti condizionali!
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